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Domenica, 11 Ottobre 2020

COMUNICATO UFFICIALE -

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COMUNICATO UFFICIALE

Spesso si sente parlare di società che impongono ai giovani calciatori la propria volontà in virtù della firma del tesseramento definitivo che li lega secondo i regolamenti della Federazione vincolandoli alla stessa maglia fino a 25 anni. Sembra quasi che le società e i presidenti come me si approfittino di questo regolamento considerato dai più ingiusto per arricchirsi alle spalle di altre società o addirittura dei genitori mettendosi contro alla volontà del ragazzo di poter decidere liberamente ogni stagione dove vuole andare a giocare. 

Forse tutto giusto, ma credo che ci sia un altro aspetto della questione che deve essere considerato.
Tralasciando l’aspetto economico, i diritti e soprattutto tutti gli sforzi che una società di calcio fa negli anni per far crescere i giovani e che qualcuno dovrà pure anche ripagare,
come dico sempre a tutti i genitori al momento della firma definitiva,
tralasciando anche la riconoscenza magari per aver scarrozzato i giovani per mezza Toscana con macchine o pulmini a quote veramente irrisorie,
tralasciando l’attaccamento alla maglia che ormai nel calcio moderno non esiste più neppure a livelli dilettantistici.
L’aspetto che vorrei sottoporre ora all’attenzione di tutti è un altro: un giovane calciatore chiedendo di andare a giocare in un altra squadra magari piu forte, magari dove si vince di piu, magari dove ti allungano qualche soldo di rimborso, con un regolamento che permette i trasferimenti dilettantistici fino al 30 ottobre quando i campionati cominciano addirittura prima, e ti comunica questa volontà di cambiare non a aprile o a giugno, ma a settembre o addirittura ottobre, non considera forse che un presidente, una società  hanno gia fatto dei programmi per la stagione in corso ormai iniziata?
Che forse ha gia iscritto la squadra ai campionati di categoria, in questo caso juniores, considerando che ha una adeguato numero di ragazze vincolate, che hanno risposto da più di un mese alla convocazione e addirittura iniziato gli allenamenti seguiti da uno staff tecnico preparato, che forse ha già pagato questa iscrizione alla Federazione, che forse anche altre ragazze si stanno impegnando gia da qualche tempo in allenamenti perché l’inizio del campionato è alle porte...
E invece tutto salta perché una ragazza, dopo anni, decide che “ora”, a pochi giorni dall’inizio del campionato, è arrivato il momento di cambiare squadra... così dal nulla... come se questa sua decisione avesse effetti soltanto su di lei... senza considerare ciò che accade a tutti gli altri che le stanno intorno...
e poi con lei magari anche qualche amica decide di seguirla... e se ci mettiamo che i numeri quest’anno erano già scarsi per quelle ragazze che hanno deciso di abbandonare a causa delle difficoltà di questo maledetto Covid... devo purtroppo annunciare che la Vigor il prossimo anno non riuscirà a partecipare al campionato juniores nonostante fossimo già regolarmente iscritti e avessimo gia pagato la quota di iscrizione.
E a quelle 10-11 ragazze che sono rimaste fedeli ad un progetto iniziato e condiviso da tutti mesi fa che vediamo svanire per mancanza di giocatrici, perché alcune loro amiche ci hanno magicamente ripensato cedendo alle lusinghe di un altra società che le ha convinte a cambiare.... Come presidente cosa racconto?

Ora ditemi voi mettendovi nei miei panni:
da babbo, visto che si parla sempre di sport che educa, mi verrebbe da dire di portare avanti fino in fondo l’impegno preso...
e anche da presidente la scelta giusta sarebbe quella di impedire a queste ragazze di cambiare squadra in virtù di un accordo che loro stesse hanno firmato, minacciandole di farle smettere di giocare...
ma a questo punto agli occhi dell’opinione pubblica si diventa “i cattivi”...
quindi meglio far smettere di giocare quelle ragazze che invece l’accordo e l’impegno sportivo lo rispettano e che ora si ritrovano senza la "propria" squadra?

Io sto dalla parte di queste ragazze che hanno voglia di mettersi in gioco nonostante nessuno le venga a cercare
perché amano il calcio e sentirsi una squadra.
La Vigor CF qualcosa si inventerà, come ha sempre fatto, per coltivare la crescita del calcio femminile, per la passione di chi ama davvero questo sport
e a tutti gli altri attori di questa triste storia dico: divertitevi pure in un campionato senza di noi, senza rendervene conto la prima partita l’avete già persa.

 

Rignano sull'Arno, 10 ottobre 2020 - Dott. Claudio Massai Presidente a.s.d. Vigor Calcio Femminile

 



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